Come sostenere le madri sole con background migratorio, senza perdere di vista i bisogni dei loro bambini? È una delle domande al centro della ricerca condotta dall’Università degli Studi di Torino nell’ambito del progetto FAMI Prendiamocene cura.
Lo studio, che coinvolge quattro dipartimenti universitari – Filosofia e Scienze dell’Educazione, Psicologia, Giurisprudenza e Culture, Politica e Società – approfondisce le condizioni di vita delle famiglie monogenitoriali migranti con figli sotto gli otto anni, con l’obiettivo di individuare bisogni, buone pratiche e strategie per migliorare gli interventi dei servizi territoriali.
Dall’analisi delle esperienze delle famiglie coinvolte emerge un quadro complesso, in cui precarietà abitativa, difficoltà economiche e lavorative, ostacoli burocratici e isolamento sociale si intrecciano, rendendo più difficile l’esercizio della genitorialità. Accanto a queste fragilità, la ricerca mette in luce anche le competenze e le risorse delle madri, che devono essere riconosciute e valorizzate nei percorsi di accompagnamento.
Un risultato particolarmente significativo riguarda il rischio che i bisogni dei bambini rimangano in secondo piano rispetto alle urgenze materiali e organizzative degli adulti. Le difficoltà economiche, abitative e burocratiche richiedono risposte immediate, ma non devono far rinviare l’attenzione alla relazione tra genitori e figli e ai bisogni di crescita e sviluppo dei più piccoli.
La ricerca evidenzia quindi la necessità di superare una logica di intervento per fasi successive, costruendo percorsi capaci di affrontare contemporaneamente le difficoltà materiali delle famiglie e il sostegno alla genitorialità, nel rispetto dei tempi, delle risorse e delle differenze culturali.
Un ruolo importante è riconosciuto anche alle reti di prossimità, che possono offrire un sostegno concreto nella quotidianità, affiancando il lavoro dei servizi senza sostituirsi alle competenze professionali.
È questa integrazione tra ricerca, intervento dei servizi e risorse della comunità a rappresentare uno degli elementi qualificanti di Prendiamocene cura: trasformare le conoscenze sviluppate attraverso il progetto in strumenti utili per migliorare le pratiche di sostegno alle famiglie e promuovere il benessere dei bambini.
Articolo elaborato a partire dal contributo di Paola Ricchiardi (Prof.ssa associata di Pedagogia Sperimentale, Università degli Studi di Torino) ed Emanuela M. Torre (Professoressa associata in Pedagogia sperimentale, Università degli Studi di Torino), docenti dell’Università degli Studi di Torino coinvolte nella ricerca.
Prendiamocene cura è finanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) 2021–2027 ed è realizzato da Progetto Tenda, capofila, con Città di Torino, Università degli Studi di Torino, A.M.M.I. ETS e Cooperativa Sociale Vides Main.